La Pasqua è il culmine della fede cristiana, che la celebra anche attraverso il nostro amato insetto impollinatore, suo simbolo.
Nel canto dell’annuncio pasquale Exsultet, che annuncia la risurrezione di Cristo, si proclama la vittoria della luce sulle tenebre, simbolizzata dal cero pasquale, frutto del lavoro delle api.
Nelle Sacre Scritture l’ape è, non a caso, rappresentata come la più “piccola fra gli insetti alati, ma il suo prodotto ha il primato fra i dolci sapori» (Sir 11,3), a voler sottolineare che per primeggiare nella dolcezza non è necessario essere primi nelle dimensioni, nella forza o nei numeri.
Nel testo antico dell’Exultet, l’elogio dell’ape rappresenta, con un linguaggio poetico, una parte significativa per l’inno, in cui si elogia la mirabile attività delle api: «L’ape supera tutti gli animali soggetti all’uomo. Benché piccolissima di corpo, nel piccolo petto racchiude una grande intelligenza; scrutando l’alternarsi del tempo, quando il freddo inverno si spoglia della neve e la dolcezza della primavera spazza via ogni gelo, subito si sente presa dalla preoccupazione di tornare al lavoro; e disperse per i campi, liberandosi un po’ sulle ali, volano con le zampette sospese; con la bocca scelgono i piccoli fiori; cariche di cibo tornano al proprio accampamento”.
Nella versione odierna viene citata anche l’ape madre, cioè l’ape regina che garantisce la vita nell’alveare: «si accresce nel consumarsi della cera che l’ape madre ha prodotto per alimentare questa preziosa lampada». A questo punto è chiaro il riferimento simbolico: come nell’alveare si manifesta il miracolo della vita, così in questa notte la Chiesa celebra il trionfo di Cristo sulla morte.
Da questo si comprende come l’ape, oltre ad essere immagine di Cristo, «è il simbolo di una comunità pia e unificata» (Sant’Ambrogio). Come un alveare, così la Chiesa è chiamata a lavorare insieme, anche nelle difficoltà e diversità: «Cari figli, gustate e vedete, per quanto è possibile qui sotto, la dolcezza di Dio. Un giorno gusterete e vedrete in cielo che l’oceano della sua luce e del suo amore eterno è infinitamente più dolce del miele» (Pio XII).
Buona Pasqua!



