Api muse ispiratrici dei poeti

Il legame tra le api e la poesia è profondo ed antico.

Nell’arte poetica le api sono infatti da sempre raccontate come simboli di purezza, armonia e laboriosità; la loro incessante laboriosità nella raccolta del nettare e nella costruzione di favi viene associata alla creatività e all’impegno dei poeti stessi; la delicatezza e l’eleganza dei loro movimenti sono state raccontate e ammirate come esempi di grazia e di perfezione estetica per secoli.

Le api che si posano sulle corolle dei fiori sono elementi ricorrenti, per esempio, nelle opere della poetessa americana Emily Dickinson. La riflessione sulla vita che Dickinson intesse nelle sue poesie si fonda essenzialmente sull’osservazione delle vite minuscole degli animali e delle piante del suo giardino. Di questo universo microscopico, che la poetessa scruta ogni giorno attraverso la lente accorta del suo sguardo, le api sono abitanti privilegiate, oltre che il fondamento necessario dell’intero ecosistema.

Nell’Ode all’ape di Pablo Neruda, contenuta nel Terzo libro delle Odi, l’autore si concentra su quattro caratteristiche positive delle api: l’aspetto comunitario, l’impollinazione e la trasformazione, la gerarchica operosità, la produzione del miele. Negli ultimi versi, il poeta esorta le api a continuare a svolgere il loro lavoro per “trasformare il mondo in una cascata inesauribile di favi”, con un linguaggio immaginifico di rara potenza. Un inno alla natura: fonte di bellezza, positività ed energia.

Charles Baudelaire ha dedicato un intero componimento alle impollinatrici per eccellenza nella sua famosa raccolta di poesie “I fiori del male”. “L’ alveare” evoca un’immagine immensa e metaforica che rappresenta la società umana. Baudelaire evidenzia il lavoro incessante e metodico delle api, mentre descrive l’uomo come una figura inutile, intrappolata nel suo egoismo.

Sebbene non sia specificamente dedicata alle api, “To the Thawing Wind” di Robert Frost è una poesia in cui l’autore menziona il loro ritorno primaverile come segno di rinascita e speranza. Riprendendo l’immagine del risveglio delle api, Frost cattura la gioia del cambiamento e della rinascita che si manifesta con l’arrivo delle temperature più miti dopo il ungo inverno.

In “The Bee Meeting”, Sylvia Plath descrive una riunione immaginaria con delle api: utilizzando questa immagine, l’autrice esplora temi come comunità, ordine sociale e morte. Una poesia intrigante e ricca di simbolismi.

Ne “L’ ape dispettosa”, ancora Robert Frost ci racconta di un’ape che, mentre visita un giardino, urta un bambino che gioca, spronandolo a osservare finalmente con meraviglia questi piccoli insetti.

Queste citate sono ovviamente solo alcune dei tanti componimenti che celebrano e rappresentano le api ed il loro importante ruolo per la natura. La loro dedizione e la loro bellezza rendono le api una fonte di ispirazione costante per i poeti di tutto il mondo e di tutte le epoche.

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Terrantiga

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Terrantiga, espressione della biodiversità sarda, dove alle fioriture spontanee di erica arborea, lavandula, asfodelo, cisto si alternano il rosmarino, l’eucalipto, la malva, il trifoglio, il cardo selvatico, è l’unico collettivo di apicoltori esistente in Sardegna. Una tradizione secolare tramandata di generazione in generazione che si traduce in un modello di apicoltura sostenibile, naturale ed etica: un’azienda che fa del biologico un suo pilastro e che fonda le sue attività su concetti quali benessere delle api, qualità della produzione, salvaguardia ambientale.

L’O.P. Terrantiga aderisce a Miele in Cooperativa e al Consorzio a tutela Alveare Italia.

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A San Sperate, a circa 20 km da Cagliari: un Paese Museo con origini antichissime, famoso per i suoi murales e per le incredibili produzioni della terra (come le pesche), le creazioni artigianali e le eccellenze enogastronomiche tipiche. Qui, Terrantiga alleva api locali che, grazie ad un’attenta pratica nomade e al rispettoso presidio del territorio, garantiscono l’impollinazione e la ripopolazione di aree povere di impollinatori, bottinando il nettare tra la rigogliosa macchia mediterranea e le aree costiere di Teulada e Domus de Maria, nell’altopiano di Campeda e sulle montagne Montiferro e Groceano, passando per le pianure fiorite del campidano.

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