A ritmo di musica…con le api

Mentre alcuni apicoltori visionari iniziano ad utilizzare la musica come elemento alternativo nell’allevamento delle proprie api, allo scopo di alleviare le fatiche delle colonie intente nella produzione del miele, alcuni musicisti e compositori hanno pensato di inserire nei loro testi riferimenti più o meno espliciti a questi insetti, al loro mondo o di dedicare intere canzoni ai nostri impollinatori preferiti.

È quel che ha recentemente proposto Max Casacci, musicista e produttore torinese dei Subsonica, con il brano “The Queen (sounds of bees) realizzato senza strumenti musicali, ma servendosi esclusivamente dei suoni prodotti dalla natura: in questo caso, il ronzio incessante delle api ed i rumori registrati durante lo svolgimento delle attività nelle arnie da parte degli apicoltori, che si fanno simbolo della battaglia per l’ambiente e la difesa della Terra.

“The Beekeeper” di Tori Amos, tratta dall’omonimo album, racconta la storia di un’apicoltrice e delle sue interazioni con le api e l’alveare, con un intimo messaggio dedicato alla madre scomparsa.

“Beeswing” di Richard Thompson, pioniere del folk inglese, invece, narra di un incontro e di una ragazza, leggera come un movimento d’ape.

Beulah, con “Beekeeper’s Blues” affronta il tema dell’amore perduto, usando le api come metafora per esprimere sentimenti di speranza e solitudine.

E ancora “Honey Bee” di Blake Shelton, canzone country in cui l’amore romantico è definito dolce come il miele.

The All-American Rejects con “The Beekeeper’s Daughter”  usano le api come metafora per esprimere un rapporto complicato.

“Beez in the Trap” – Nicki Minaj ft. 2 Chainz: anche il genere hip-hop coinvolge le api, coniando l’espressione “bees in the trap” come metafora per descrivere i problemi e le difficoltà della vita.

Infine, gli indimenticabili The Beatles: “Here Comes the Sun” di George Harrison recita “Little darling, it’s been a long, cold, lonely winter / Little darling, it feels like years since it’s been here / Here comes the sun, here comes the sun / And I say it’s all right,” facendo riferimento al ritorno del sole e delle api in primavera.

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Terrantiga

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Terrantiga, espressione della biodiversità sarda, dove alle fioriture spontanee di erica arborea, lavandula, asfodelo, cisto si alternano il rosmarino, l’eucalipto, la malva, il trifoglio, il cardo selvatico, è l’unico collettivo di apicoltori esistente in Sardegna. Una tradizione secolare tramandata di generazione in generazione che si traduce in un modello di apicoltura sostenibile, naturale ed etica: un’azienda che fa del biologico un suo pilastro e che fonda le sue attività su concetti quali benessere delle api, qualità della produzione, salvaguardia ambientale.

L’O.P. Terrantiga aderisce a Miele in Cooperativa e al Consorzio a tutela Alveare Italia.

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A San Sperate, a circa 20 km da Cagliari: un Paese Museo con origini antichissime, famoso per i suoi murales e per le incredibili produzioni della terra (come le pesche), le creazioni artigianali e le eccellenze enogastronomiche tipiche. Qui, Terrantiga alleva api locali che, grazie ad un’attenta pratica nomade e al rispettoso presidio del territorio, garantiscono l’impollinazione e la ripopolazione di aree povere di impollinatori, bottinando il nettare tra la rigogliosa macchia mediterranea e le aree costiere di Teulada e Domus de Maria, nell’altopiano di Campeda e sulle montagne Montiferro e Groceano, passando per le pianure fiorite del campidano.

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