“Un cucchiaino al giorno…”: miele ed ossidazione cellulare negli anziani

Con l’avanzare dell’età, alcuni dei sistemi di difesa del nostro organismo iniziano a funzionare meno efficacemente e lo stress ossidativo, con la produzione di radicali liberi (ROS), svolge un ruolo importante nell’invecchiamento cellulare, portando – tra gli altri – disturbi neurodegenerativi.

Inoltre, andando avanti con gli anni, i sistemi di difesa antiossidanti possono non riuscire più a contrastare la generazione dei ROS, dato che i livelli di antiossidanti enzimatici tendono a diminuire, lasciando il sistema biologico vulnerabile. 

Come ormai abbiamo imparato, il miele è un antinfiammatorio ed antiossidante naturale ed ha proprietà efficaci contro questo danno definito “ossidativo”, aiutando a combattere diverse condizioni croniche ed infezioni che gli anziani sono costretti ad affrontare. 

Gli antiossidanti, in generale, sono sostanze collegate ad una riduzione del rischio di attacchi di cuore ed ictus.

Un tipico esempio del danno provocato dall’ossidazione è quello che si produce nei tessuti a livello cerebrale, causa del declino cognitivo associato all’invecchiamento.

Il miele è un antiossidante terapeutico che contiene concentrazioni di flavonoidi, polifenoli, glucosio ossidasi, aminoacidi e proteine e la sua introduzione nella dieta può migliorare il sistema di difesa, attenuando gli attacchi dei radicali liberi alle strutture cellulari cerebrali e facilitando così la conservazione di funzioni cerebrali e capacità cognitive1, aumentando la concentrazione di antiossidanti nel sangue e migliorando la risposta allo stress ossidativo nei tessuti2

Queste sostanze fungono, infatti, da spazzini (scavengers) nella rimozione dei ROS, migliorando inoltre i meccanismi di difesa delle cellule contro il danno ossidativo stesso3.

Tra queste sostanze virtuose, i polifenoli migliorano la differenziazione neuronale e stimolano la crescita dei dendriti e degli assoni, mimando l’attività di nutrimento e crescita delle cellule neuronali. Oltre a promuovere la crescita neuronale, i composti attivi nel miele aiutano ad inibire la progressione neurodegenerativa: la quercetina e l’acido gallico, sono quelli più promettenti4.

In parole povere, andando avanti con l’età, il miele ha un effetto benefico sulla salute del nostro cervello: il miglioramento dell’apprendimento e della memoria dopo il consumo di miele è dovuto al significativo progresso dell’attività cerebrale. Il nettare delle api migliora infatti la forma delle aree cerebrali legate alla memoria, e – ancora una volta – riduce lo stress ossidativo cerebrale, aumentando i fattori neurotrofici derivati dal cervello5

Stella Maiolo, Pediatra

  1. Gheldof N, Engeseth NJ. Antioxidant capacity of honeysfrom various floral sources based on the determination of oxygen radical absorbance capacity and inhibition of in vitro lipoprotein oxidation in human serum samples. J Agric Food Chem 2002; 50:305<0-3055
  2. Erejuwa OO, Sulaiman SA, Ab Wahab MS. Honey: a novel antioxidant. Molecules 2012; 17:4400-4423.
  3. Shabani, S.; Rabiei, Z.; Amini-Khoei, H. Exploring the multifaceted neuroprotective actions of gallic acid: A review. Int. J. Food Prop. 2020, 23, 736–752
  4. Nutrients 2023, 15, 1558. https://doi.org/10.3390/nu15071558
  5. White J. Composition of honey. In: Crane E, editor. Honey: A comprehensive survey. London: Heinemann; 1975

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Terrantiga, espressione della biodiversità sarda, dove alle fioriture spontanee di erica arborea, lavandula, asfodelo, cisto si alternano il rosmarino, l’eucalipto, la malva, il trifoglio, il cardo selvatico, è l’unico collettivo di apicoltori esistente in Sardegna. Una tradizione secolare tramandata di generazione in generazione che si traduce in un modello di apicoltura sostenibile, naturale ed etica: un’azienda che fa del biologico un suo pilastro e che fonda le sue attività su concetti quali benessere delle api, qualità della produzione, salvaguardia ambientale.

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