Regine della cooperazione: le api e i ruoli nell’alveare

Oltre ad essere un ecosistema altamente strutturato ed efficiente, l’alveare è un vero e proprio sistema sociale basato sulla cooperazione, in cui nulla è lasciato al caso ed in cui ogni esemplare svolge un ruolo specifico e ben definito nell’interesse di tutta la popolazione. A semplificare le attività di questa organizzazione, un ruolo centrale lo assolve anche l’impiego di un linguaggio complesso e funzionale, che le api adottano per comunicare e collaborare al meglio.

Il coordinamento puntuale tra le api risulta infatti determinate per la loro stessa sopravvivenza, mentre la loro laboriosità e il loro ingegno danno vita a uno dei regni più efficienti e meravigliosi del mondo animale, l’alveare, che in media può raggiungere l’impressionante numero di 50 mila api.

All’interno di un alveare,gli incarichi sono solitamente suddivisi in base all’anzianità delle api: se il senso comune ci indurrebbe a pensare che i membri più giovani siano quelli impiegati per le mansioni più pericolose, nell’alveare sono invece gli esemplari più anziani quelli deputati a correre il maggior numero di rischi, come esporsi all’esterno dello stesso.

In generale, la vita di un alveare è indissolubilmente legata alla salute e alla sopravvivenza dell’ape regina: a sua volta, questa non potrebbe fare a meno del sostegno delle sue api operaie, che le procurano cibo e rendono il suo habitat il più confortevole possibile (es. mantenendo costante la temperatura dell’ambiente).

Una cooperazione preziosa, più che un ordine gerarchico, che non prevede la prevaricazione di una funzione su un’altra dato che il lavoro di ogni singola ape è indispensabile per la sopravvivenza di tutte le altre.

Api e ruoli

Le api sono in grado di creare un’organizzazione perfettamente suddivisa.

Possiamo distinguere varie tipologie di ape in base ai compiti e alle funzioni svolte da ciascuna:

  • L’ ape regina: l’unica ape feconda all’interno dell’alveare, è la sola in grado di deporre le uova e permettere quindi la sopravvivenza e la moltiplicazione dello sciame.
  • Le api operaie: indispensabili per la loro sovrana, queste api si prendono costantemente cura dell’ape regina e provvedono a qualsiasi sua necessità in modo da mantenerla sana e forte. In generale, le api operaie si adattano a molti ruoli differenti e sono un po’ le “tuttofare” dell’alveare.
  • Le api esploratrici: riservato alle api più anziane, questo ruolo viene affidato alle api più sacrificabili che, spostandosi alla ricerca di cibo, sono molto vulnerabili all’attacco dei predatori. Una volta raggiunta la fonte di nutrimento, le api esploratrici fanno ritorno in alveare e comunicano al resto delle api dove dirigersi per la raccolta di nettare.
  • Le api bottinatrici: molto laboriose e sempre indaffarate, le api bottinatrici si occupano del trasporto delle materie prime per la produzione del miele in alveare. Le bottinatrici fanno quindi carico di polline, nettare, acqua e propoli.
  • Le api spazzine: hanno il compito di mantenere pulito e ordinato l’alveare. Si disfano di qualsiasi ingombro che possa risultare inutile, comprese le carcasse delle api decedute.
  • Le api nutrici: sono particolari api che svolgono un ruolo meraviglioso, avendo come unico compito quello di nutrire le larve appena nate. Solitamente, sono api molto giovani che si impegnano a trasformare il polline in pappa reale e, successivamente, a riporlo nelle cellette in cui si trovano le piccole.
  • Le api guardiane: si occupano in modo assoluto della difesa dell’alveare. Sono pronte a sacrificare la loro stessa vita pur di difendere la famiglia.
  • I fuchi: sono gli esemplari di sesso maschile che hanno come unico obiettivo quello di fecondare l’ape regina, che potrà in questo modo deporre le uova.

Un organismo perfettamente organizzato che, grazie alla collaborazione puntuale delle sue api, ci permette di apprezzare ancor di più il frutto del loro instancabile lavoro: il miele.

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Terrantiga

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Terrantiga, espressione della biodiversità sarda, dove alle fioriture spontanee di erica arborea, lavandula, asfodelo, cisto si alternano il rosmarino, l’eucalipto, la malva, il trifoglio, il cardo selvatico, è l’unico collettivo di apicoltori esistente in Sardegna. Una tradizione secolare tramandata di generazione in generazione che si traduce in un modello di apicoltura sostenibile, naturale ed etica: un’azienda che fa del biologico un suo pilastro e che fonda le sue attività su concetti quali benessere delle api, qualità della produzione, salvaguardia ambientale.

L’O.P. Terrantiga aderisce a Miele in Cooperativa e al Consorzio a tutela Alveare Italia.

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A San Sperate, a circa 20 km da Cagliari: un Paese Museo con origini antichissime, famoso per i suoi murales e per le incredibili produzioni della terra (come le pesche), le creazioni artigianali e le eccellenze enogastronomiche tipiche. Qui, Terrantiga alleva api locali che, grazie ad un’attenta pratica nomade e al rispettoso presidio del territorio, garantiscono l’impollinazione e la ripopolazione di aree povere di impollinatori, bottinando il nettare tra la rigogliosa macchia mediterranea e le aree costiere di Teulada e Domus de Maria, nell’altopiano di Campeda e sulle montagne Montiferro e Groceano, passando per le pianure fiorite del campidano.

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